
Il libro segue Cesare dalla giovinezza aristocratica fino alla sua ascesa come generale e politico, mostrando come sfrutti le tensioni sociali e istituzionali di Roma. Dopo le campagne militari vittoriose (soprattutto in Gallia), Cesare entra in conflitto con il Senato e con Pompeo, dando inizio alla guerra civile. Vittorioso, concentra il potere su di sé e avvia riforme, ma il suo dominio personale suscita timori di tirannide. La vicenda si conclude con la congiura e l’assassinio alle Idi di marzo, evento che segna la fine della Repubblica.
Meier insiste sull’idea che Cesare agisca in un sistema politico ormai bloccato, dove le regole repubblicane non riescono più a funzionare.
