Cronistoria di una guerra in Europa

Book Cover: Cronistoria di una guerra in Europa

Prefazione dell'Avvocato Generoso Benigni direttore della rivista culturale (Nuovo Meridionalismo):

2022/2025 – Cronistoria di una guerra in Europa (e nel Vicino Oriente), di
Antonio Pulcrano è un diario settimanale sulla guerra tra Ucraina e Russia
e, successivamente, dal 7 ottobre 2023, sul conflitto israelo-palestinese,
con ripercussione su tutti i Paesi mediorientali.
I fatti narrati sono noti all’opinione pubblica, ma importanti sono
l’esposizione e la critica che l’Autore compie, sempre lucido,
documentato e con un giudizio netto sugli accadimenti, mai banale e con
un peculiare punto di vista.
Più che una narrazione degli eventi bellici, è fondamentale la concezione,
radicalmente, antibellicista della Cronistoria, che non divide gli attori in
conflitto, manichelisticamente, in vincitori e vinti potenziali, ma li
accomuna, sostanzialmente, in Sconfitti, prescindendo dall’esito della
lotta sul campo.
La Guerra produce, unicamente, tale risultato, non essendo altro che una
via di morte per tutti coloro che vi partecipano, una sconfitta per una
comunità intera, che non risolve alcunché, ma acuisce odio, nello
sterminio generale, generando, “in nuce”, le potenzialità e le basi di altri
futuri conflitti inutili, quanto cruenti.
L’Uomo è come un ominide che stermina per contendersi una piccola
preda, nell’olocausto di innumerevoli vite.
La Guerra è un susseguirsi di stupri, uccisioni, torture, eccidi inumani,
ingiustificati, davanti ai quali neanche l’Onnipotenza Divina si dimostra
tale, non mitigando l’immane strage, generata dallo sforzo bellico.
La Guerra, ancora, dovrebbe essere esclusa dalle gesta umane, con una
“conventio ad escludendum”, circa il suo ricorrervi.
La Guerra andrebbe bandita dai consessi civili, per qualificarli come tali,
per far sì che l’Uomo compia un’autentica evoluzione e non indietreggi
nel suo affrancamento dal male bellico.
L’invasione dell’Ucraina, da parte della Russia, segna il ripiombare della
Guerra, nel cuore dell’Europa, dopo decenni di pace che facevano

presagire un futuro roseo e ameno, per l’umanità tutta, mentre il
conflitto mediorientale non fa altro che riprendere uno scontro ad
intervalli quasi regolari, a partire dall’immediato Secondo Dopoguerra
Mondiale.
Nei conflitti non c’è, mai, veramente, una parte che prevalga sull’altra, nel
senso che su entrambi i fronti i soldati sono carne da macello e la povera
gente è sconfitta comunque, sui due lati della barricata.
Il senso della Cronistoria di Antonio Pulcrano riecheggia tematiche di
opere di un illustre autore, come Ernest Hemingway, in “Addio alle Armi”
e “Per chi suona la campana”, testi sulla caducità dello sforzo guerresco,
che genera solo lutti e perdite; la prima opera narra della partecipazione
diretta dell’autore americano al Primo Conflitto Bellico Mondiale; la
seconda attiene alla Guerra Civile Spanola, cui lo scrittore statunitense ha
partecipato dalla parte dei Repubblicani.
Entrambe le guerre sono state foriere di morti immani; la I Guerra
Mondiale fu definita da Papa Benedetto XV, il pontefice dell’epoca, che
tentò, in tutti i modi, di evitarla, con i suoi appelli inascoltati, “L’Inutile
Strage”; la Guerra Civile Spagnola fu il prologo del II Conflitto Mondiale, la
più grande catastrofe che l’Umanità annoveri nella Storia.
Ecco, l’Uomo non impara dai suoi errori, dagli sbagli compiuti e la Storia è
costretta a ripetersi nella sua tragedia farsesca.
La Cronistoria di Antonio Pulcrano riecheggia , ancora, il monito di Alberto
Moravia, che affermava che la Guerra dovesse divenire un tabù per
l’Umanità, espunta dalla Storia umana, con un accordo vicendevole di
tutte le Nazioni dell’Orbe terracqueo.
La Cronistoria dell’Autore si chiude intorno all’elezione di Robert Francis
Prevost a Papa Leone XIV, nel Maggio 2025, con il suo appello inascoltato
ad una “Pace disarmata e disarmante”, “condiviso” a parole, dai Potenti
della Terra, smentito nei fatti, con l’intento di un riarmo generale,
mondiale.

“Ecce Homo, homo homini lupus”, con il rimando evangelico (Questo è
l’Uomo) ed a Plauto e Hobbes (L’Uomo è Lupo per L’Uomo), caposaldo del
pensiero antico e moderno.
Il paradosso è rappresentato dalla conclusione della Cronistoria di
Antonio Pulcrano, sulle vicende anteriori all’attacco d’Israele all’Iran, una
sorta di destinazione finale del conflitto nell’area mediorientale, possibile
anticipazione di una guerra su più vasta e larga scala e portata, una sorta
di III Guerra Mondiale, non più “A pezzi” secondo la secca definizione di
Papa Francesco, ma un portato bellico dichiarato, quanto,
potenzialmente, autodistruttivo, per l’intera Umanità.
In conclusione, l’auspicio che formula la Cronistoria è quello di un passo
indietro di tutte le parti nei diversi conflitti, che ridoni all’Uomo il
controllo di sé stesso e delle proprie azioni, in senso pacifico,
rimandando, a tal guisa, ad un futuro non solo prospero e sereno, ma ad
un domani in quanto tale, senza l’assillo e l’afflizione bellica.
Sol così l’Uomo salverà sé stesso e l’intera Umanità!

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